Il Presidente

Il presidente della Consulta esercita le seguenti funzioni:

  • Convoca e presiede la Consulta
  • Riferisce all’amministrazione comunale sulle tematiche del proprio territorio e può essere sentito in Consiglio comunale
  • Partecipa alle Commissioni consiliari con diritto di parola ma non di voto
  • Si coordina con l’Assessore al Decentramento
  • Può rivolgere, con decisione presa a maggioranza dei componenti, interrogazioni scritte alla Giunta comunale sui problemi che interessano l’ambito territoriale di riferimento

 

Dario Da Re

Friulano di origini, ho scelto trent’anni fa di vivere a Padova, prima come studente, poi come lavoratore e quindi con la mia famiglia. Durante queste fasi della vita ho avuto modo di conoscere molteplici realtà territoriali della città vivendo nelle case dello studente, in stanze in comune, in appartamenti in affitto prima, di proprietà poi e infine da 10 anni in una casa in Guizza.  Ho visto la città crescere e cambiare così come sono cresciuto a livello formativo prima con la laurea in Scienze politiche e poi il dottorato di ricerca in Metodologia della ricerca sociale conseguito a Verona. Soprattutto durante il periodo universitario non sono mancate le opportunità di visitare e vivere in molteplici contesti urbani esteri che mi hanno permesso di entrare in contatto con culture, mondi, lingue e religioni diverse.

L’attività professionale è stata particolarmente versatile ma quasi esclusivamente nell’ambito della pubblica amministrazione nella quale ho avuto modo di lavorare presso l’azienda ospedaliera, all’Istituto zooprofilattico, presso la Provincia e negli ultimi 20 anni all’Università. Ma forse l’esperienza emotivamente più entusiasmante è stato il periodo di servizio come obiettore di coscienza prestato nel settore dell’assistenza ai disabili.

All’Università ho lavorato per 10 anni presso il Dipartimento di Sociologia partecipando anche come responsabile a decine di progetti, diversi dei quali legati all’analisi del territorio e dei processi sociali, fra cui i contratti di quartiere.

La passione per le tecnologie e l’informatica, che ha da sempre caratterizzato la mia formazione, mi ha portato a intraprendere un percorso professionale, sempre all’Università, legato all’innovazione multimediale e all’elearning sia per la didattica, sia per la ricerca e teso a sviluppare un’organizzazione del lavoro a forte impatto tecnologico.

Attualmente ricopro l’incarico di Direttore dell’Ufficio Digital Learning e Multimedia.

Da sempre interessato alla crescita e allo sviluppo del territorio attraverso percorsi partecipativi, negli ultimi due anni ho deciso di entrare in modo diretto nei processi sociali con l’auspicio di riuscire a innescare buone pratiche per valorizzare le potenzialità del quartiere e le risorse che esso è in grado di esprimere soprattutto in termini umani. Il punto cardine del mio impegno è basato sulla comprensione attraverso il territorio dei concetti di differenza culturale, sociale, linguistica e religiosa. Si tratta di elementi che rappresentano certamente dei valori assoluti ma che comunque devono essere declinati e adattati alle esigenze reali di una popolazione spesso alle prese con oggettive difficoltà di tipo economico, di alloggio, di solitudine e di isolamento. La mia idea di partecipazione a livello di quartiere è rivolta certamente all’intera popolazione ma soprattutto alle fasce più deboli, giovani e anziani cioè quelle due porzioni che vivono maggiormente la realtà quotidiana di un quartiere e che ne dovrebbero sfruttare le possibilità esistenti. E’ evidente che solo dare delle risposte sociali a queste due categorie di persone significa anche sollevare di oneri la cosiddetta fascia produttiva consentendole di investire tempo e risorse maggiori nella vita del quartiere stesso.

L’obiettivo è di mettere in rete le potenzialità e le risorse che esistono in tutti i rioni e dove, in tantissimi esempi soprattutto associativi, si riescono anche a fornire delle soluzioni ottimali seppur in piccola scala e solo su precise e puntuali istanze. La sfida è di riuscire a istituzionalizzare questi modelli ampliandone la sfera coinvolgendo sia coloro che sono portatori di idee e di progetti sociali sia coloro che necessitano di sostegno.

Ma lo spirito con cui desidero partecipare alle attività delle Consulte è quello di sperimentare, proprio partendo dal basso, anche processi che favoriscono la crescita, lo sviluppo e l’integrazione anche con l’impiego di strumenti tecnologici tentando quindi di far ricadere la personale esperienza lavorativa direttamente nel tessuto sociale che circonda me e tutta la mia famiglia.